add_filter( 'auto_update_plugin', '__return_false' ); add_filter( 'auto_update_theme', '__return_false' ); Menopausa - Dr Marco Gambacciani

Menopausa

Menopausa in pillole

Che cos'è la menopausa?
Generalmente quando avviene la menopausa?
Quando si parla di menopausa ``precoce``?
Oggi, la menopausa rappresenta anche un problema sociale?
Organi e tessuti estrogeno-sensibili

Cos’è la premenopausa?

La premenoapausa è il periodo che immediatamente precede la menopausa.
I sintomi più frequenti riguardano il ciclo mestruale: le mestruazioni diventano più ravvicinate, in alcuni casi più abbondanti, altre volte le mestruazioni diventano scarse e saltuarie.
Le modificazioni della secrezione dell’ovaio sono responsabili di questa irregolarità dei flussi mestruali, con una ridotta produzione ovarica di progesterone.
Ecco perché, in questa fase, il ginecologo prescrive del progesterone: proprio per correggere lo squilibrio endocrino e le sue manifestazioni mestruali.
Possono essere utilizzati anche i moderni preparati contraccettivi orali a basso dosaggio, specialmente se contenenti gli estrogeni naturali.

Menopausa – Sintomi

I sintomi più precoci della carenza ormonale sono le vampate, sudorazioni, irritabilità, depressione, ansia, perdita di memoria, calo del desiderio sessuale, e possono addirittura comparire anche nei periodi precedenti la menopausa.
Altri sintomi compaiono abitualmente più tardivamente dopo due-tre anni, riduzione della lubrificazione vaginale, dolori ai rapporti, rughe e perdita di elasticità cutanea, secchezza delle mucose.
I sintomi più comuni sono le “vampate” di calore associate a sudorazione, arrossamento della cute e accelerazione del battito cardiaco: sgradevoli, rendono difficile svolgere le proprie normali attività, e di notte interrompono il sonno.
Più tardivamente compaiono seri disturbi atrofici che coinvolgono l’apparato genito-urinario.

I sintomi per le donne non sono solo fisici

Variazioni del tono dell’umore sono molto comuni in menopausa e possono portare ad ansia, irritabilità, fino alla depressione, diminuzione della memoria, perdita della autostima e della capacità di concentrazione
E poi l’insonnia, spesso provocata anche dalle vampate, aggrava un senso di stanchezza fisica e psichica, che può accompagnarsi ad un calo del desiderio sessuale.
Bisogna tener conto che durante il periodo della menopausa spesso accadono eventi che possono influire negativamente come il pensionamento, lutti familiari, si possono perdere amicizie importanti o la serenità del rapporto coniugale etc…

Menopausa – Effetti

Gli effetti dalla carenza ormonale a breve termine

  • Disturbi vasomotori: vampate di calore, sudorazioni notturne, palpitazioni;
  • Sintomi psicologici: tensione, ansia, depressione, irritabilità, sbalzi di umore, modificazioni della libido;
  • Attivazione turnover metabolico dell’osso e del collageno: aumento del rischio di osteoporosi;
  • Modificazione del peso corporeo: la distribuzione del grasso cambia, aumenta e si distribuisce diversamente nel corpo, provocando anche un aumento di peso;
  • Modificazioni delle frazioni lipoproteiche, tolleranza glicidica, pressione arteriosa;
  • Aumento del peso corporeo, distribuzione androide del grasso: aumento del rischio di aterosclerosi e malattie cardiovascolari.

Cambiamenti dell’immagine corporea

  • Aumento del peso corporeo;
  • Distribuzione centrale, androide, del grasso corporeo;
  • Diminuzione delle fibre collagene ed elastiche;
  • Riduzione dello spessore e della vascolarizzazione delle mucose e dell’epidermide.

Menopausa: fattori che possono alterare la qualità della vita

  • Sintomi vasomotori
  • Disturbi del sonno
  • Sintomi psicologici ed emozionali
  • Alterazioni genitourinarie e sessuali
  • Aumento di peso
  • Cambiamenti dell’immagine corporea
  • Osteoporosi: fratture e dolori rachidei
  • Malattie cardiovascolari: angina
  • Riduzione delle funzioni cognitive: Morbo di Alzheimer

Sonno e menopausa

Le alterazioni del ritmo del sonno sono un disturbo frequente, spesso collegato alla comparsa di una vampata di calore che si associa al risveglio. Quando insorge la vampata anche se la donna non si sveglia, si verificano comunque alterazioni del sonno, con un sostanziale disturbo della qualità oltre che della quantità del riposo. Le alterazioni del sonno si associano a stanchezza, ansia ed irritabilità. E’ quindi fondamentale interrompere il circolo vizioso tra vampate e alterazioni del sonno. Per ottenere i migliori risultati è opportuno dare adeguati consigli igienici, comportamentali ed alimentari per rimuovere alcune cause o concause dell’ insonnia o dei frequenti risvegli. In alcuni casi è necessario ricorrere alla terapia ormonale o alle terapie farmacologiche per indurre il sonno.

HRT – Terapia Ormonale Sostitutiva

HRT – Obiettivi

  • Eliminare i sintomi soggettivi;
  • Ripristinare un milieu ormonale “ideale”
  • Prevenzione di patologie sistemiche;
  • Assenza di effetti collaterali;
  • Alta accettabilità;
  • Assenza di complicazioni.

Miglioramento della compliance

  1. Consultazione esaustiva;
  2. Utilizzo di materiale informativo;
  3. Far capire i reali rischi ed i reali benefici della HRT.

HRT – Controindicazioni

  • Sanguinamento uterino anomalo;
  • Carcinoma della mammella;
  • Carcinoma endometriale;
  • Tromboembolia venosa in atto;
  • Malattie epatiche in atto;
  • Ictus o infarti;
  • Malattie autoimmuni.

Non sono controindicazioni alla Terapia Ormonale Sostitutiva:

  • Carcinoma dell’ovaio;
  • Carcinoma cervicale;
  • Altre patologie neoplastiche;
  • Fibromatosi uterina;
  • Endometriosi;
  • Diabete mellito;
  • Ipertensione;
  • Obesità.

La HRT può ed a volte deve essere associata ad altre terapie come:

  • Farmaci antiosteoporotici (es. bifosfonati)
  • Calcio e vit. D;
  • Statine;
  • Antipertensivi;
  • Ipoglicemizzanti orali, Insulina;
  • Tiroxina.

Fattori che limitano l’uso dell’HRT

  • Informazione non corretta;
  • Paura di tumori;
  • Aumento di peso;
  • Comparsa e paura della comparsa di effetti collaterali;
  • Ricomparsa del sanguinamento uterino;
  • Sensazione di fare qualcosa di innaturale.

HRT – Principi di trattamento

  • Personalizzazione
  • Inquadramento clinico-anamnestico
  • Selettivi esami ematochimici e strumentali

HRT: conclusioni

  1. La maggioranza delle donne in postmenopausa può fare HRT;
  2. La maggior parte di esse non può trarre che benefici da una attenta HRT;
  3. La HRT deve essere personalizzata;
  4. La HRT a basso dosaggio mantiene gli effetti protettivi con minori effetti collaterali;
  5. Alle poche donne che non possono fare HRT possono/devono essere consigliate terapie alternative.

Se usata bene, fin dall’inizio della menopausa e con dosaggi personalizzati, la HRT dà più vantaggi, alla salute e alla qualità della vita, che rischi. E’ emerso con certezza che l’età di inizio della terapia è un fattore critico, al punto che si parla di “finestra di opportunità” (“window of opportunity”). La terapia ormonale deve essere iniziata entro 5-10 anni dalla menopausa, e comunque entro i 60 anni di età. Può divenire avventata o francamente pericolosa se iniziata tardivamente, quando patologie cardiovascolari o cerebrovascolari possono essere già avanzate; se fatta con dosaggi e tipo di ormoni inappropriati e/o in donne già a rischio di patologie tumorali o cardiovascolari (per esempio se obese, e/o fumatrici).

Osteoporosi

Ortopedico e Ginecologo a confronto

Che cos'è l'osteoporosi?
Quanto è diffusa l'osteoporosi?
Perché vengono colpite più di frequente le donne in menopausa dall'osteoporosi?
Quali sono i fattori di rischio?
L'osteoporosi può colpire anche un giovane?
Quali sono i principali sintomi dell'osteoporosi?
Come si arriva a diagnosticare l'osteoporosi?
Tecnica DXA
La Diagnosi dell'Osteoporosi: la Densitometria
E' possibile prevenire l'osteoporosi?

Densitometria e obesità

La tecnica DXA total body permette inoltre la misurazione della composizione corporea e permette di andare oltre ai normali valori del peso e dell’indice di massa corporea (IMC) nel determinare la distribuzione del tessuto adiposo, un importante fattore di rischio nell’obesità e in molte malattie gravi. I dati della composizione corporea sono clinicamente affidabili, con la misurazione diretta di tessuto adiposo, tessuto magro e massa ossea, con elevata precisione, e possibilità di controlli di breve durata.

Rapporto costo-beneficio della densitometria

C’è invece ampio consenso nel consigliare l’indagine densitometrica solo su base individuale ed in considerazione dell’età e della presenza di fattori di rischio.
L’indagine densitometrica è comunque sempre indicata in presenza di una delle seguenti condizioni cliniche:

  1. Menopausa precoce (<45 anni)
  2. In previsione di prolungati (>3 mesi) trattamenti corticosteroidei (>5 mg/die di prednisone o equivalenti)
  3. Donne in postmenopausa con anamnesi familiare positiva per fratture non dovute a traumi efficienti e verificatesi prima dei 75 anni di età
  4. Donne in postmenopausa con ridotto peso corporeo (<57 Kg) o indice di massa corporea <19 Kg/m²
  5. Pregresso riscontro di osteoporosi (con indagine radiologica e/o densitometrica)
  6. Condizioni associate ad osteoporosi
  7. Precedenti fratture non dovute a traumi efficienti
  8. Donne di età >65 anni e in menopausa da almeno 10 anni

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